La separazione consensuale

Quando la fine di un matrimonio diventa inevitabile, i coniugi si trovano di fronte a un bivio fondamentale: farsi la guerra in tribunale o trovare un accordo? Scegliere la strada della separazione consensuale è quasi sempre la soluzione migliore, sia sotto il profilo economico che, soprattutto, sotto quello emotivo.

Spesso, la rabbia e la delusione spingono a voler “combattere” per principio. Tuttavia, la mia esperienza di avvocato matrimonialista a Pescara mi insegna che trasformare la separazione in una battaglia legale (la cosiddetta separazione giudiziale) porta spesso a risultati logoranti per tutti. Vediamo perché la via dell’accordo è preferibile.

1. Tempi drasticamente ridotti

Il fattore tempo è il vantaggio più evidente. Una causa di separazione giudiziale, in cui è il giudice a dover decidere su ogni aspetto (addebito, mantenimento, casa, figli), può durare anni. Anni di udienze, rinvii e incertezze.

Al contrario, una separazione consensuale si conclude in tempi brevissimi.

  • In Tribunale: Dalla data del deposito del ricorso all’udienza presidenziale passano solitamente pochi mesi.
  • Negoziazione Assistita: Esiste una via ancora più veloce. Grazie a questo strumento, gli avvocati possono gestire la procedura direttamente nei loro studi, senza andare in udienza. In questo caso, si può essere legalmente separati anche nel giro di pochi giorni o settimane.

2. Costi contenuti

È matematica semplice: una procedura rapida e senza contenzioso costa molto meno di una causa lunga anni. La separazione giudiziale comporta la redazione di numerosi atti difensivi, la partecipazione a molte udienze e spesso richiede il coinvolgimento di consulenti tecnici (CTU) per valutare il patrimonio o la capacità genitoriale, con un ulteriore aggravio di spese.

Nella consensuale, il lavoro si concentra sulla fase di trattativa iniziale per raggiungere l’accordo, con un notevole risparmio finale per i clienti.

3. Siete voi a decidere, non un Giudice

Questo è l’aspetto psicologico più importante. Nella separazione giudiziale, delegate la vostra vita a una terza persona (il Giudice) che non vi conosce e che deciderà in base alle carte processuali.

Nella separazione consensuale, invece, il potere decisionale resta nelle vostre mani. Siete voi, con l’aiuto dei vostri avvocati, a “disegnare” il vostro futuro: come dividere i weekend con i figli, come gestire la casa, a quanto ammonta l’assegno. Si possono creare soluzioni “su misura” che un giudice difficilmente potrebbe imporre, garantendo un assetto più sostenibile nel tempo perché accettato volontariamente da entrambi.

4. Minore stress e tutela dei figli

Il conflitto aperto è il nemico numero uno del benessere dei bambini. Una separazione giudiziale, fatta di accuse reciproche messe nero su bianco negli atti legali, alza inevitabilmente il livello di tensione in casa.

Scegliere la via consensuale è un atto di responsabilità genitoriale: significa mettere da parte i rancori di coppia per garantire ai figli un passaggio più sereno verso la nuova vita familiare.

Consensuale non significa “fai da te”

Attenzione, però: “consensuale” non significa firmare qualsiasi cosa pur di chiudere in fretta. Un accordo sbilanciato o scritto male può creare problemi enormi in futuro, difficili da correggere.

Il ruolo dell’avvocato in questa fase è cruciale: serve a mediare tra le parti, a smussare gli angoli del conflitto e a tradurre le volontà dei coniugi in un accordo giuridicamente inattaccabile, che tuteli i vostri diritti e quelli dei vostri figli.

Vorresti separarvi ma non sai se è possibile trovare un accordo?
Spesso la mediazione di un avvocato esperto può sbloccare situazioni che sembrano impossibili. Contattami per valutare se ci sono i presupposti per una separazione consensuale o una negoziazione assistita.